LUGANO – L’euro che sale a 1,20 dollari mette in difficoltà l’economia europea. Con una moneta così forte, i prodotti europei diventano più cari per chi compra in dollari, soprattutto negli Stati Uniti. Questo frena l’export, cioè le vendite dall’Europa verso gli USA: auto, moda, macchinari e vino rischiano di perdere clienti perché costano di più.
Al contrario Trump può festeggiare, l’import dagli USA diventa più economico: l’Europa paga meno per tecnologia, energia e beni americani. Ma questo squilibrio penalizza le aziende europee, che vendono meno e competono peggio. Per questo la BCE considera 1,20 una soglia critica: un euro troppo forte può rallentare crescita, export e occupazione proprio mentre la ripresa resta fragile.












