STILE – Il gatto delle nevi ĆØ un veicolo cingolato indispensabile per il turismo invernale, nato dall’intuizione di Ernst Prinoth. Nel 1962, l’ex pilota di Formula 1 rivoluzionò la preparazione delle piste da sci creando mezzi leggeri e potenti, capaci di rendere i tracciati sicuri e performanti. Oggi, questi veicoli non sono solo strumenti meccanici, ma concentrati di tecnologia: dotati di cabine riscaldate con sistemi anti-condensa e parabrezza termici, permettono di operare in condizioni estreme. Oltre ai classici modelli a due cingoli, esistono varianti a quattro cingoli (come il Tucker Sno-Cat) progettate per spedizioni polari, aree paludose o persino per lo stoccaggio di biomasse, grazie a cingolature in gomma, alluminio o acciaio che garantiscono trazione su superfici instabili.
Dai pionieri di Ernst Prinoth alle moderne applicazioni su neve e terreni difficili
L’efficienza di un battipista moderno si misura attraverso le sue dotazioni specifiche: la lama anteriore a dodici vie, gestita tramite joystick per livellare il manto, e la fresa posteriore. Quest’ultima ĆØ composta da tamburi rotanti che frantumano la neve e da un “finish” in gomma che crea le caratteristiche rigature sulle piste. Per affrontare i pendii più ripidi, molti modelli integrano un verricello con forza traente superiore alle 4,5 tonnellate, garantendo aderenza millimetrica ed evitando scivolamenti pericolosi su ghiaccio o neve fresca. Dai primi storici modelli Prinoth P-15 ai giganti odierni come il Pistenbully, il gatto delle nevi rimane il custode instancabile della sicurezza in alta quota.













