EUROPA – L’Unione dei Federalisti Europei e il Movimento Federalista Europeo hanno accolto positivamente la decisione del Consiglio Europeo di emettere debito comune per sostenere l’Ucraina con 90 miliardi di euro. Questa misura, garantita dal bilancio UE, è vitale per la sicurezza del continente contro l’aggressione russa. Dopo strumenti come NextGenerationEU, l’Unione conferma la propria capacità di agire oltre gli schemi ordinari durante le crisi esistenziali. Tuttavia, per consolidare questa capacità fiscale europea, i federalisti sottolineano l’urgenza di introdurre risorse proprie strutturali, rendendo il bilancio UE indipendente dai contributi degli Stati membri. Resta il rammarico per il mancato accordo sull’uso dei beni russi congelati: un’occasione persa per alleggerire i contribuenti e inviare un segnale di fermezza a Putin e agli alleati internazionali.
Riforma dei Trattati: superare l’unanimità per un’Unione Democratica per la difesa
Le recenti conclusioni del Consiglio evidenziano l’insostenibilità del voto all’unanimità, spesso paralizzato da veti nazionali che favoriscono indirettamente gli avversari dell’Europa. Per l’UEF e il MFE, l’efficacia dell’azione europea passa necessariamente per il voto a maggioranza qualificata e una profonda riforma dei Trattati. È fondamentale attivare le clausole sulla difesa comune e coinvolgere stabilmente il Parlamento Europeo nei processi d’urgenza. I federalisti invitano dunque le istituzioni a convocare un’Assemblea parlamentare europea che riunisca eletti e cittadini. Solo attraverso un mandato democratico rinnovato e una struttura federale, l’Unione potrà dotarsi dei poteri necessari per affrontare le sfide strategiche globali con piena legittimità.













