ECONOMIA – L’ultimo bollettino della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) di Basilea lancia un allarme senza precedenti: la bolla dei derivati OTC (Over The Counter) ha raggiunto livelli di rischio estremo. Al termine di giugno 2025, il valore nozionale di questi strumenti finanziari scambiati fuori dai mercati regolamentati ha superato gli 846mila miliardi di dollari, segnando un incremento del 16% in un solo anno. Questa crescita verticale è alimentata direttamente dall’instabilità geopolitica ed economica generata dalle politiche del presidente Trump. Le sue continue “sparate” su dazi e tassi d’interesse hanno spinto speculatori e operatori finanziari a cercare rifugio in scommesse derivate per coprirsi dalle oscillazioni selvagge dei mercati e delle valute. In particolare, i derivati sui tassi d’interesse (IRD) rappresentano ormai il 79% del totale OTC, riflettendo una fibrillazione globale che non risparmia l’Europa, dove i titoli in euro sono cresciuti del 24%.
USA: Shadow Banking e debito sovrano
Oltre ai derivati, la preoccupazione della BRI e del FMI si estende al ruolo pervasivo del cosiddetto “sistema bancario ombra” (Shadow Banking). Le istituzioni finanziarie non bancarie (NBFI), come gli hedge fund, gestiscono oggi asset pari al 400% del PIL nelle economie avanzate, spesso utilizzando una leva finanziaria estrema che amplifica la vulnerabilità del sistema a eventuali shock. Questo spostamento di capitali ha trasformato la gestione del debito sovrano: i fondi utilizzano i titoli di Stato non più come investimenti a lungo termine, ma come strumenti di liquidità immediata per coprire perdite sui mercati dei cambi. Con il debito pubblico che viaggia verso il 120% del PIL nelle economie avanzate e tassi d’interesse che restano stabilmente alti (sopra il 4% del PIL per i pagamenti degli interessi), la mancanza di riforme strutturali rischia di trasformare l’attuale volatilità in una crisi sistemica globale di proporzioni superiori a quella del 2008.













