SVIZZERA – A partire dal 1° maggio, la Svizzera compie un passo decisivo nel sostegno alle persone in difficoltà con l’attivazione del numero breve 142. Questo servizio nazionale, accessibile 24 ore su 24, nasce per offrire assistenza immediata a chiunque abbia subito violenza fisica, psicologica o sessuale, sia in ambito privato che pubblico. L’introduzione del 142 risponde agli obblighi della Convenzione di Istanbul, ratificata nel 2018, che impone agli Stati firmatari di garantire una linea telefonica gratuita e sempre attiva. Nonostante un ritardo tecnico di sei mesi rispetto alla tabella di marcia iniziale, il lancio coordinato dalla Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) mira a unificare un panorama di assistenza finora frammentato tra i vari enti regionali.
Un servizio di consulenza 24 ore su 24 per contrastare la violenza
Sebbene il numero sia unico a livello federale, l’attuazione pratica rimane di competenza dei singoli Cantoni, generando un dibattito acceso sulla gestione del servizio fuori dagli orari d’ufficio. Se durante il giorno le chiamate saranno gestite dai centri cantonali specializzati, di notte e nei festivi le strategie divergono: molti Cantoni svizzero-tedeschi si appoggeranno alla “Mano Tesa” (143), mentre la Svizzera romanda ha optato per una soluzione intercantonale. In Ticino, la scelta di deviare le chiamate notturne al 144 (soccorso sanitario) ha sollevato dubbi sull’adeguatezza della formazione specifica per le vittime di abusi. Questa diversità regionale riflette le sfide logistiche di un sistema che deve bilanciare prossimità territoriale e prontezza d’intervento specialistico.













