LUGANO – Le Borse europee aprono deboli mentre cresce la tensione geopolitica legata alla possibilità di un attacco statunitense contro l’Iran. Gli investitori si muovono con cautela e gli indici scivolano, riflettendo l’aumento della volatilità atteso dagli analisti. Il clima è appesantito dai timori su una possibile escalation nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico globale di petrolio.
Il greggio WTI e Brent si muove al rialzo, sostenuto dalle preoccupazioni per l’offerta e dalla speculazione di breve periodo. Gli esperti prevedono ulteriori pressioni sui prezzi in caso di deterioramento della situazione, mentre l’azionario potrebbe subire nuove correzioni.
In un mercato già fragile, la crisi tra Washington e Teheran torna a essere il principale driver: se la diplomazia non frena l’escalation, i mercati globali rischiano di entrare in una fase di turbolenza prolungata.













