MERCATI – Mercati: contesto macroeconomico ancora favorevole. A cura di Fabrizio Quirighetti di DECALIA. VenerdƬ scorso la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il Presidente non può avvalersi dei poteri di “emergenza” per imporre dazi a proprio piacimento (ovvero, l’uso dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) per imporre dazi su larga scalaĀ ĆØ incostituzionale). Sebbene si tratti di una grande vittoria per lo “Stato di diritto” e quindi in qualche modo rassicurante dal punto di vista politico, ciò porta con sĆ© un altro ciclo di incertezze, poichĆ© l’amministrazione Trump sarĆ probabilmente in gradoĀ di reimporre molti dazi sulla base di altri motivi legali, almeno per un certo periodo. Quando, a quali aliquote, verso quali paesi, per quali beni e servizi, per quanto tempo? L’unica certezza ĆØ che il tasso complessivo dei dazi sarĆ probabilmente inferiore a quello prevalente finora. Era vicino al 13% qualche mese fa, ma ĆØ giĆ sceso all’11% più di recente a causa di alcune esclusioni āĀ volte ad attenuare le pressioni inflazionisticheĀ ā nonchĆ© di un ribilanciamento delle importazioni da parte delle aziende. I dazi precedenti dovranno essere rimborsati? Ciò potrebbe sollevare interessanti interrogativi sulle politiche fiscali (nessun ulteriore assegno di stimolo prima delle elezioni di medio termine e/o rinnovate preoccupazioni sulla traiettoria del debito statunitense), sull’inflazione e sui margini delle aziende (le aziende legate al consumo ridurranno i loro prezzi di vendita di conseguenza o tratterranno il rimborso per sĆ© per aumentare i propri margini?), nonchĆ© sul piano politico, poichĆ© alcuni repubblicani potrebbero essere riluttanti a reintrodurre altre forme “legali” di dazi,Ā chiaramente impopolari tra i cittadini statunitensi, prima delle elezioni di medio termine.
Mercati: contesto macroeconomico ancora favorevole
Nel frattempo, le notizie davvero positive per gli investitori provengono, ancora una volta, sia dalla stagione degli utili sia dall’ultima serie di dati economici statunitensi, che si sono rivelati entrambi rassicuranti. A partire dalla stagione degli utili, la situazione ĆØ stata positiva su tutti i fronti, con revisioni positive per il 2026 (provenienti essenzialmente dai settori tecnologico e ciclico), in un momento in cui solitamente le aziende preferiscono abbassare l’asticella delle aspettative⦠Quindi, le sorprese economiche sono rimaste positive nella maggior parte delle economie dei mercati sviluppati. Sebbene la prima stima del PIL statunitense per il quarto trimestre del 2025 sia stata inferiore alle aspettative (+1,4% a.r. contro +2,8%), la domanda interna mostra ancora resilienza, con un contributo positivo sia dalla spesa dei consumatori (+2,4%) che dagli investimenti privati āā(+3,8%). Di fatto, il principale responsabile della debolezza dell’ultimo trimestre ĆØ stata la spesa pubblica, che ha ridotto la crescita complessiva fino allo 0,9%, a causa del shutdown durato oltre 6 settimane… I dati sullāoccupazione negli Stati Uniti hanno tendenzialmente confermato che la Fed non ha fretta di allentare ulteriormente la politica monetaria, dato che i dati sullāoccupazione hanno sorpreso al rialzo (+130.000 unitĆ a gennaio), mentre il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti ĆØ sceso al 4,3% il mese scorso. Infine, il nostro modello ISM, basato sugli indici manifatturieri della Fed di Philadelphia e dell’Empire, mostra che l’indice ISM manifatturiero statunitense dovrebbe rimanere sopra quota 50 questo mese, segnalando quindi una continua espansione dell’attivitĆ industriale negli Stati Uniti.
In conclusione
L’economia rimane solida. Una forte crescita, un’occupazione sana e una domanda dei consumatori resiliente, nonchĆ© una disinflazione in corso e tassi potenzialmente più bassi per mantenere acceso il motore economico, forniscono il supporto sottostante che consente ai mercati di assorbire valutazioni elevate e incertezza geopolitica senza danni duraturi. In genere, ĆØ quando lo slancio economico rallenta o si contrae che gli eccessi vengono esposti e i rischi vengono rivalutati. In altre parole, la sopravvalutazione e le tensioni geopolitiche hanno maggiore rilevanza quando il motore economico si indebolisce; quando l’attivitĆ ĆØ robusta, i mercati sono generalmente in grado di sostenere e assorbire queste pressioni con un impatto duraturo limitato.













