LUGANO – Aston Martin ha annunciato un taglio fino al 20% della propria forza lavoro — circa 600 posti su un totale di 3.000. Tutta colpa dei dazi? In risposta al forte impatto delle tariffe statunitensi sulle importazioni e alla domanda debole in Cina, Aston Martin licenzia. La casa automobilistica britannica, già impegnata in un difficile percorso di rilancio, prevede risparmi annuali intorno a 40 milioni di euro grazie alla ristrutturazione. Le tariffe USA, definite “estremamente dirompenti”, hanno aggravato le perdite annuali e contribuito a un calo delle vendite, spingendo il gruppo a una seconda ondata di riduzioni del personale.













