BANGKOK, Thailandia – Il primo ministro ad interim della Thailandia, Phumtham Wechayachai, ha ufficialmente richiesto al re Vajiralongkorn lo scioglimento del Parlamento, aprendo la strada a nuove elezioni anticipate. La decisione arriva dopo la rimozione della premier Paetongtarn Shinawatra da parte della Corte costituzionale, in seguito a uno scandalo diplomatico con la Cambogia. Il partito Pheu Thai, attualmente al governo, ha perso il sostegno dell’opposizione, che ora appoggia il magnate conservatore Anutin Charnvirakul come futuro premier. Secondo la Costituzione, le elezioni dovranno tenersi entro 60 giorni dalla dissoluzione dell’assemblea. Il paese entra così in una nuova fase di transizione politica ed economica.
Paetongtarn: Il generale criticato e la reazione militare
A partire da metà giugno, la premier thailandese Paetongtarn Shinawatra è finita al centro di una controversia politica di grande portata, innescata dalla pubblicazione di una telefonata riservata con Hun Sen, ex leader della Cambogia. Durante la conversazione, la leader thailandese si è rivolta al suo interlocutore con toni estremamente rispettosi, arrivando persino a chiamarlo “zio”, e ha espresso critiche nei confronti di un alto ufficiale dell’esercito thailandese. Tali dichiarazioni, ritenute inadeguate per una figura istituzionale, hanno sollevato dubbi sulla sua condotta e sulla gestione delle relazioni bilaterali. La vicenda ha avuto ripercussioni concrete: nel giro di poche settimane, le tensioni tra Bangkok e Phnom Penh sono sfociate in scontri armati lungo il confine, aggravando una disputa territoriale già esistente. Il conflitto ha causato vittime tra i militari e ha alimentato il malcontento interno.














