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lunedì 16 Febbraio 2026
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Un accordo tra UE e Giappone per i flussi di dati transfrontalieri

EUROPA – L’Unione Europea e il Giappone, due giganti dell’economia globale e leader nel settore digitale, hanno sancito un accordo storico che rivoluziona la gestione dei flussi di dati transfrontalieri. Questa intesa rappresenta un passo fondamentale verso la digitalizzazione delle società e delle economie e mira a rendere le attività economiche online più agevoli, efficienti e meno costose. Le disposizioni concordate verranno integrate nell’Accordo di Partenariato Economico (APE) UE-Giappone, consolidando una collaborazione già solida. Questo accordo lancia un segnale forte e chiaro contro il protezionismo digitale e le restrizioni arbitrarie, ponendosi come un modello di riferimento per il commercio digitale a livello globale. L’intesa si allinea perfettamente con l’agenda digitale dell’UE e le sue rigorose norme sulla privacy, rafforzando al contempo la strategia indo-pacifica dell’UE. L’impatto di questo accordo sarà tangibile e positivo per le imprese operanti in una vasta gamma di settori, dai servizi finanziari ai trasporti, dal settore dei macchinari all’e-commerce. Le aziende beneficeranno di un contesto giuridico prevedibile e vantaggioso, che consentirà loro di gestire i dati in maniera efficiente, senza doversi confrontare con onerosi requisiti amministrativi o di archiviazione.

Accordo Ue e Giappone

Un elemento cruciale dell’accordo è l’abolizione dei costosi e superflui obblighi di localizzazione dei dati, che in passato hanno rappresentato un onere significativo sia per le imprese europee che per quelle giapponesi. Questa riforma è di vitale importanza, in quanto elimina la necessità per le aziende di conservare fisicamente i dati in loco, riducendo drasticamente i costi operativi e le complessità logistiche legate alla costruzione e alla manutenzione di strutture di archiviazione multiple. L’obbligo di duplicare i dati in diverse sedi non solo comprometteva la competitività delle imprese, ma rischiava anche di minare la sicurezza dei dati stessi. Con questo nuovo quadro normativo, si apre una nuova era di efficienza e sicurezza per le imprese. L’UE e il Giappone hanno anche riaffermato il loro impegno a promuovere un sistema di commercio internazionale basato su regole, con l’obiettivo di stabilire standard globali per il flusso dei dati che siano coerenti con i valori e gli approcci normativi condivisi. L’economia dei dati sta crescendo a un ritmo vertiginoso, e l’accordo è una risposta pragmatica e lungimirante a questa evoluzione. Si stima che il valore dell’economia dei dati nell’UE-27 fosse di 325 miliardi di euro nel 2019 (2,6% del PIL) e si prevede che triplicherà, raggiungendo circa 830 miliardi di euro entro il 2025 (5,8% del PIL). Per il Giappone, il valore stimato era dell’1,2% del PIL nel 2019. L’intesa tra questi due partner strategici dimostra una visione condivisa del futuro digitale, dove la cooperazione e la fluidità dei dati sono la chiave per la prosperità economica.

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