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sabato 21 Febbraio 2026
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Parlamento Europeo: il caldo estremo minaccia la produttività con perdite stimate in 17 miliardi di euro

EUROPA – I cambiamenti climatici rappresentano una minaccia diretta e quantificabile per l’economia dell’Unione Europea, con proiezioni di costi che si preannunciano salatissime. Un recente studio del centro ricerche del Parlamento Europeo, commissionato dalla commissione Lavoro e affari sociali, lancia un allarme chiaro: le sole perdite di produttività legate al caldo estremo potrebbero raggiungere la cifra impressionante di almeno 17 miliardi di euro all’anno entro il 2030. Questo dato non fa che confermare le preoccupazioni già espresse da istituzioni come la Banca Centrale Europea riguardo l’impatto negativo del calore sulla competitività. I dati emergenti sono tutt’altro che incoraggianti, con lo studio che denuncia come le perdite dovute alla riduzione della produttività del lavoro durante le ondate di calore abbiano già toccato i 50-80 miliardi di euro, equivalenti allo 0,3-0,5 per cento del PIL dell’UE. La portata di questo fenomeno è già tangibile e in rapida espansione, coinvolgendo un’ampia fetta di lavoratori esposti a rischi climatici e minando la prosperità economica del continente.

Il caldo estremo minaccia la produttività

La sfida lanciata dagli eventi meteorologici estremi non si limita ai soli costi economici, ma riguarda in modo diretto la salute e sicurezza sul lavoro (SSL) in tutta l’Unione. L’Agenzia europea EU-OSHA rivela che circa un terzo dei lavoratori dell’UE è esposto a rischi legati al clima, con il 20 per cento che segnala un’esposizione diretta al caldo estremo, un dato che evidenzia un’esposizione significativa e trasversale a diversi settori, inclusi i lavoratori qualificati e non. Lo stress da calore è una delle conseguenze più gravi, riducendo le capacità fisiche e cognitive e potendo portare a patologie severe, inclusi esiti fatali. Ma non sono solo le ondate di calore a preoccupare: alluvioni, tempeste e ondate di freddo espongono i lavoratori a rischi aggiuntivi, come pericoli elettrici, stress respiratorio e danni alla salute mentale, in particolare per i soccorritori. Poiché infortuni e malattie professionali di ogni tipo costano già all’economia UE circa 476 miliardi di euro all’anno, gli esperti avvertono che una quota crescente di questo onere sarà causata dagli eventi climatici, rendendo urgenti misure di prevenzione e gestione del rischio per salvaguardare lavoratori e competitività.

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