GIAPPONE – La prefettura di Hokkaido ha approvato la riattivazione del reattore nucleare di Tomari, segnando un passo cruciale nel panorama dell’energia nucleare in Giappone post-Fukushima. Questa mossa, guidata dalla necessità di garantire un approvvigionamento energetico stabile e competitivo, punta direttamente alla riduzione bollette elettriche, tra le più alte del Paese. Hokkaido Electric Power prevede di riavviare l’impianto all’inizio del 2027, con la promessa di abbassare le tariffe domestiche in media dell’11%. L’approvazione non è solo una risposta ai costi elevati, ma anche una strategia chiave per attrarre investimenti industriali ad alta intensità energetica, come i progetti di chip e mega data center, stimolando così la crescita economica della regione. Il consolidamento del ritorno al nucleare si osserva anche nell’Est del Giappone, con la recente riattivazione di Onagawa e la disponibilità espressa per Kashiwazaki-Kariwa, riportando l’attenzione sul ruolo vitale dell’atomica nel mix energetico nazionale.
Sicurezza nucleare post-Fukushima
Il via libera alla riattivazione del reattore Tomari è strettamente vincolato al completamento delle rigorose misure di sicurezza nucleare post-Fukushima. L’elemento centrale è la costruzione di una nuova e imponente barriera anti-tsunami, lunga 1,2 chilometri e alta 19 metri, progettata per resistere a scenari sismici estremi, compresa la liquefazione del terreno. Questo massiccio investimento in sicurezza riflette l’aumento dei costi (17 volte la stima iniziale) dopo la bocciatura della precedente struttura da parte dell’Autorità per la Regolamentazione Nucleare, sottolineando la priorità data alla tenuta in caso di terremoto. Il rispetto puntuale delle scadenze di costruzione è considerato fondamentale non solo per l’operatività, ma anche per consolidare la fiducia dei cittadini e delle istituzioni nel piano di riattivazione reattori Tomari. Attualmente, con 14 reattori in funzionamento commerciale, il Giappone continua a ricostruire la propria capacità nucleare, mirando a una maggiore stabilità e accessibilità energetica a lungo termine.













