MAROCCO – L’attuale assetto politico del Marocco si configura come una monarchia costituzionale caratterizzata da un delicato equilibrio tra tradizione e modernità. Il sistema multipartitico vede il potere esecutivo esercitato dal governo, guidato dal Primo Ministro, mentre il potere legislativo è condiviso tra l’esecutivo e il Parlamento bicamerale. Tuttavia, la figura del Re mantiene una centralità assoluta, godendo di ampi poteri discrezionali e di un’autorità esclusiva nei settori cruciali della difesa, della giustizia e della religione. Questa architettura istituzionale complessa ha portato osservatori internazionali a definire il sistema marocchino come un regime ibrido, dove la democrazia parlamentare coesiste con la storica preminenza del palazzo reale.
Un’analisi dell’equilibrio istituzionale tra il ruolo del Sovrano e l’evoluzione democratica del governo makhzen
Le radici della nazione affondano in una delle dinastie più antiche al mondo, che ha visto il susseguirsi di lignaggi storici fino all’unificazione sotto la dinastia alawide nel XVII secolo. Dopo il periodo del protettorato francese e l’indipendenza del 1956, il Paese ha attraversato fasi di forte tensione politica, in particolare durante gli “anni di piombo” sotto il regno di Hasan II. In quel periodo, la monarchia consolidò il proprio controllo limitando il dissenso attraverso alleanze con i notabili locali e una gestione centralizzata del potere. Oggi, l’eredità di quel sistema si riflette in un panorama politico frammentato, spesso basato su reti clientelari, che continua a orbitare attorno alla stabilità garantita dall’istituzione monarchica.













