WASHINGTON – Con l’avvicinarsi della scadenza del mandato di Jerome Powell, il dibattito sulla futura leadership della Federal Reserve entra nel vivo, alimentato dalle esplicite pressioni di Donald Trump per una politica monetaria più aggressiva. Il tycoon non ha mai fatto mistero di desiderare un taglio dei tassi d’interesse rapido e costante, volto a stimolare la crescita economica e ridurre il costo del debito. In questo scenario, la scelta del successore non sarĆ solo tecnica ma profondamente politica: Trump cerca una figura che possa armonizzare l’indipendenza della banca centrale con un’agenda economica basata sulla deregolamentazione e sull’espansione del credito, rompendo con l’approccio restrittivo adottato per contrastare l’inflazione nell’ultimo biennio.
Warsh, Hassett e Waller: i tre profili per la poltrona più potente del mondo
La rosa dei candidati per la presidenza della Fed si ĆØ ristretta a tre nomi di alto profilo, ognuno con una diversa visione del sistema finanziario. Kevin Warsh, ex membro del Board della Fed, ĆØ considerato il favorito per la sua capacitĆ di dialogare con i mercati pur essendo un critico di lunga data dell’eccessivo attivismo delle banche centrali. Al suo fianco resta in corsa Kevin Hassett, giĆ consigliere economico della Casa Bianca, noto per le sue posizioni “supply-side” e la vicinanza personale al Presidente eletto. Infine, Christopher Waller, attuale governatore della Fed, rappresenta l’opzione di continuitĆ istituzionale ma con una sensibilitĆ più orientata al mercato rispetto a Powell. La scelta finale di Trump definirĆ non solo il costo del denaro negli Stati Uniti, ma anche la stabilitĆ del dollaro e gli equilibri finanziari globali per il prossimo quadriennio.












