MONDO – L’economia globale nel 2026 sarĆ guidata dalla maturazione dell’intelligenza artificiale, che si conferma il principale volano di crescita per i mercati finanziari. Gli Stati Uniti guideranno questa rivoluzione grazie a investimenti massicci in infrastrutture digitali. Al contrario, l’Europa continuerĆ a mostrare un’adozione più cauta, creando un divario di produttivitĆ tra le due sponde dell’Atlantico. In questo contesto, le banche centrali manterranno una linea di estrema prudenza: negli USA i tassi dovrebbero stabilizzarsi tra il 3,25% e il 3,50%, garantendo un atterraggio morbido ma senza tagli drastici, sostenendo cosƬ la forza del dollaro. Il panorama geopolitico resterĆ dominato dal difficile equilibrio della Cina, intrappolata in una crescita anemica vicina al 3% e da persistenti pressioni deflazionistiche. La debolezza dei consumi interni cinesi e il surplus produttivo alimenteranno ulteriormente le tensioni commerciali con l’Occidente, rendendo il protezionismo il “nuovo status quo“. Assisteremo a una riorganizzazione strutturale delle supply chain, con le aziende che sposteranno progressivamente la produzione fuori dai confini cinesi. Questo fenomeno, dettato dalla sicurezza nazionale e dai trasferimenti tecnologici, imporrĆ agli investitori una selezione più rigorosa degli asset basata sull’esposizione geografica.
Previsioni economia 2026: IA e nuovi equilibri monetari globali
L’ultima grande sfida del 2026 riguarderĆ la tenuta del debito pubblico nelle economie avanzate. Con livelli di indebitamento record, i mercati rimarranno vulnerabili a shock politici o decisioni fiscali controverse che potrebbero innescare improvvise ondate di vendita. Tuttavia, la combinazione di tassi d’interesse stabilizzati e una moderata repressione finanziaria dovrebbe offrire un cuscinetto di protezione contro crisi sistemiche. Gli investitori dovranno dunque bilanciare l’entusiasmo per le tecnologie emergenti con la consapevolezza di una volatilitĆ latente, legata a un quadro fiscale globale che lascia poco margine di errore ai governi.












