LUGANO – Le analisi più aggiornate su materie prime e valute indicano che il 2026 potrebbe proseguire la traiettoria del 2025, con differenze significative tra i vari comparti. I report internazionali pubblicati oggi descrivono un mercato delle commodity solo moderatamente ribassista: i metalli preziosi restano favoriti come bene rifugio, mentre rame e alluminio continuano a beneficiare della domanda legata alla transizione energetica, allāelettrificazione e agli investimenti infrastrutturali.
Valute, banche centrali e strategie 2026
Più deboli le prospettive per il petrolio, frenato da unāofferta abbondante e da una crescita globale meno brillante. Sul fronte valutario, le ultime comunicazioni delle banche centrali indicano un dollaro Usa strutturalmente meno forte, mentre lāeuro appare stabile grazie a una BCE più prudente. Lo yen potrebbe rafforzarsi con la politica monetaria più restrittiva della Bank of Japan, segnando un cambio di passo rispetto agli anni precedenti. La sterlina resta incerta, con previsioni che oscillano tra stabilitĆ e possibili ribassi in caso di crescita debole del Regno Unito.
In questo scenario, lāanalisi evidenzia che per un investitore in euro il 2026 sarĆ un anno in cui la selezione mirata di singole materie prime e valute conterĆ più della direzione generale dei mercati.













