STILE – Uno studio internazionale pubblicato su Nature Climate Change ha tracciato un futuro inquietante per le riserve idriche del pianeta: anche limitando il riscaldamento globale alla soglia critica di +1,5 °C, perderemo il 50% dei ghiacciai mondiali entro la fine del secolo. Se le temperature dovessero invece salire di +4 °C, lo scenario diventerebbe catastrofico, con la sopravvivenza di appena un decimo delle masse glaciali totali. Esempi emblematici come il ritiro del ghiacciaio Athabasca in Canada mostrano che il processo è già in atto, ma i dati sulle Alpi sono ancora più allarmanti: con un aumento di 1,5 °C, dei 3.000 ghiacciai attuali ne resterebbero solo 430, riducendosi a soli 20 nell’ipotesi peggiore. Questi giganti di ghiaccio impiegheranno secoli a riformarsi, rendendo la loro scomparsa un danno quasi irreversibile per l’ecosistema montano e la disponibilità idrica globale.
Almeno la metà dei ghiacciai scomparirà
La ricerca introduce il concetto di Peak Glacier Extinction, ovvero il momento di massima perdita annuale. Se resteremo entro i +1,5 °C, il picco arriverà nel 2041 con 2.000 ghiacciai persi in un solo anno; con un riscaldamento di +4 °C, il picco slitterà al 2055, ma la mortalità raddoppierà a 4.000 ghiacciai annui. Questo paradosso temporale spiega che temperature più alte colpiscono anche i ghiacciai più vasti, che impiegano più tempo a collassare ma, quando lo fanno, generano un impatto devastante. Come sottolineano i ricercatori, ogni decimo di grado risparmiato è fondamentale: rallentare il global warming non fermerà del tutto lo scioglimento, ma proteggerà decine di migliaia di ecosistemi vitali. L’urgenza di azioni climatiche ambiziose non è più rimandabile per evitare che le nostre montagne diventino solo sterili distese di roccia.












