SVIZZERA – Nel quadro di un rafforzamento della cooperazione internazionale nel settore della difesa, il capo dell’armamento svizzero, si è recato a Copenaghen il 15 e 16 gennaio per una serie di colloqui bilaterali con l’omologo danese. Questo vertice strategico ha permesso di affrontare tematiche cruciali legate alla sicurezza globale e alle politiche di approvvigionamento militare. Al centro del dibattito sono finiti gli sviluppi tecnologici nei sistemi di difesa terra-aria e l’implementazione delle nuove strategie nazionali riguardanti i droni, settori oggi considerati prioritari per la protezione dei confini e la modernizzazione delle forze armate. Lo scambio di competenze tra Berna e Copenaghen mira a creare una sinergia operativa che possa facilitare i futuri acquisti di armamenti e migliorare l’efficacia delle risposte alle sfide geopolitiche attuali.
Il Capo dell’Armamento della Svizzera a Copenaghen
Un risultato concreto e di grande rilievo dell’incontro è stata la firma dell’accordo bilaterale sul riconoscimento reciproco delle verifiche ufficiali di qualità (Government Quality Assurance, GQA). Questa intesa permetterà a entrambi i Paesi di delegare all’autorità del Paese fornitore i controlli tecnici e i test di qualità sui materiali acquistati, ottimizzando tempi e risorse economiche. Grazie a questo protocollo, la Svizzera e la Danimarca potranno sfruttare importanti economie di scala, specialmente quando si troveranno ad acquisire i medesimi sistemi d’arma dallo stesso produttore. La centralità di questo accordo risiede nella capacità di garantire standard elevatissimi di sicurezza e affidabilità, consolidando al contempo la collaborazione europea nel comparto industriale della difesa. Si tratta di un passo avanti fondamentale per una gestione più integrata e snella delle forniture belliche tra nazioni partner.












