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A Bellinzona il World Press Photo Exhibition

A BELLINZONA IL WORLD PRESS PHOTO EXHIBITION

BELLINZONA – Descritta come l’evento più importante del fotogiornalismo mondiale dal The New York Times, la mostra itinerante World Press Photo Exhibition fa tappa ogni anno in più di 120 città ed è visitata da 4 milioni di persone. Con circa 140 fotografie esposte, è il prodotto di uno dei più rilevanti contest di fotogiornalismo, che fin dal 1955 premia i migliori fotografi professionisti della stampa, fotogiornalisti e fotografi documentaristi. Specchio del carattere di internazionalità intrinseco al concorso, la 67esima edizione della World Press Photo Exhibition cattura le innumerevoli sfaccettature del mondo in cui viviamo, stimolando nei suoi visitatori un’attenta riflessione sulla realtà contemporanea. Nella sua edizione 2024, il World Press Photo Contest ha assegnato il premio World Press Photo Of The Year all’opera del fotografo palestinese Mohammed Salem, intitolata «Una donna palestinese abbraccia il corpo di sua nipote»: un momento potente e triste, che riassume il senso più ampio di ciò che è accaduto a Gaza a partire dal 7 ottobre 2023, giorno in cui il conflitto israelo-palestinese, scoppiato ormai 75 anni fa, è tornato a inasprirsi. Mohammed Salem racconta di aver scattato la fotografia quando ha trovato Inas, sua moglie, accovacciata a terra intenta ad abbracciare la loro nipotina, all’obitorio dell’ospedale Nasser.

LA STORIA

Il Premio World Press Photo Story Of The Year 2024 è stato assegnato alla fotografa sudafricana Lee-Ann Olwage per la sua opera «Valim-babena». Al centro dell’obiettivo ci sono Paul Rakotozandriny, Nonno Paul, 91 anni, e la sua nipotina. Paul convive con la demenza senile da 11 anni, per buona parte dei quali nessuno si è accorto che lui fosse malato. I suoi dieci figli pensavano che fosse impazzito e attribuivano i sintomi a un eccessivo consumo di alcol. Con l’aumento dell’aspettativa di vita, la demenza sta diventando un problema a livello globale. Secondo l’OMS, circa 55 milioni di persone nel mondo sono affette da demenza e fra loro il 60% vive in Paesi a basso e medio reddito. La mancanza di consapevolezza pubblica sulla demenza fa sì che le persone che manifestano sintomi di perdita di memoria siano spesso stigmatizzate e tacciate di stregoneria, possessione demoniaca o follia.

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