SVIZZERA – Il Consiglio federale svizzero, nel rapporto del 13 marzo 2026 relativo al postulato Schaffner, ha confermato che l’attuale quadro normativo sulla pianificazione territoriale è idoneo a gestire l’integrazione delle tecnologie di accoppiamento dei settori. Secondo il Governo, i piani direttori e i piani di utilizzazione vigenti offrono già la flessibilità necessaria per l’insediamento di infrastrutture complesse, inclusi i grandi hub multienergetici. Nonostante la necessità di coordinare elettricità, gas, calore e mobilità, Berna ritiene che non servano nuovi interventi legislativi immediati per riservare aree specifiche, lasciando alle aziende energetiche il compito di individuare i siti più idonei prima di procedere con gli adeguamenti dei piani locali.
Settori energetici: per Berna le basi legislative sono già sufficienti
L’approccio federale rimane comunque improntato alla prudenza strategica. Poiché la domanda futura di servizi legati alla conversione energetica (come la cogenerazione) non è ancora pienamente definita, il Consiglio federale attenderà gli esiti delle Prospettive energetiche 2060 prima di valutare nuove pianificazioni energetiche territoriali su larga scala. Questo periodo di attesa permetterà di basare ogni futura decisione su dati aggiornati riguardanti il fabbisogno reale, garantendo che lo sviluppo delle reti energetiche intersettoriali avvenga in modo efficiente e mirato, senza sovraccaricare la gestione del territorio con vincoli prematuri.














