MONDO – L’intelligence di Seoul lancia un allarme nucleare di vasta portata: la Corea del Nord potrebbe giĆ possedere ben due tonnellate (2.000 kg) di uranio altamente arricchito con una purezza superiore al 90%. Questa stima, resa nota dal Ministro per la Riunificazione Chung Dong-young, conferma che il programma nucleare di Pyongyang si sta espandendo “drasticamente”, ben oltre le sanzioni internazionali. Tale quantitĆ di uranio arricchito, se confermata, avvicina in modo significativo la Corea del Nord alla capacitĆ di produrre un numero ben più ampio di testate atomiche, rendendo il programma nucleare di Kim Jong Un una minaccia sempre più imminente per la sicurezza globale e l’intera penisola coreana. L’urgenza di fermare la proliferazione atomica ĆØ massima, con le centrifughe per l’uranio in diverse aree del Nord che si ritiene siano in funzione continua, accumulando rapidamente il materiale fissile.
La Corea del Nord accumula uranio
Nonostante l’escalation della minaccia nucleare, il leader nordcoreano Kim Jong Un si dichiara sorprendentemente aperto al dialogo con gli Stati Uniti, sebbene ponga una condizione inaccettabile per Washington: l’unica base di trattativa ĆØ il riconoscimento del programma nucleare nordcoreano come un dato di fatto. Kim ha espresso apertamente la sua disponibilitĆ a un incontro, in particolare menzionando i “bei ricordi” dell’attuale presidente statunitense Donald Trump, alimentando le voci di un possibile nuovo summit USA-Corea del Nord. Tuttavia, Pyongyang insiste sul fatto che qualsiasi ripresa dei colloqui deve abbandonare “l’ossessione delirante per la denuclearizzazione”. Questa posizione, che mira a negoziare da una posizione di potenza atomica consolidata, intensifica la crisi e mette in luce il difficile dilemma per la comunitĆ internazionale nel gestire una Corea del Nord sempre più vicina a diventare una potenza nucleare a tutti gli effetti.













