LUGANO – L’Argentina si prepara alle elezioni di metà mandato. Gli investitori globali trattengono il fiato come davanti a una curva cieca: il voto di domenica non coinvolge direttamente il presidente Javier Milei, ma è un referendum mascherato sulla sua «terapia shock economica». Il partito La Libertad Avanza corre per consolidare il potere legislativo necessario a sostenere il piano di austerità Milei. I mercati azionari, valutari e obbligazionari, già soggetti a spasmi regolari, si preparano a una nuova tornata di oscillazioni. Per Milei, il voto è una scommessa ad alto rischio: se il suo fronte politico regge, potrà spingere ancora sull’acceleratore delle riforme; se vacilla, l’intero impianto di stabilizzazione potrebbe trasformarsi in un esperimento incompiuto.













