IL PENNELLO DI AFRO BASALDELLA
ARTE – Afro Basaldella nasce a Udine nel 1912. Appena sedicenne, espone insieme ai fratelli Dino e Mirko alla prima ed unica Mostra della Scuola Friulana d’Avanguardia. Grazie ad una borsa di studio offerta dalla Fondazione Artistica Marangoni di Udine, Afro ha l’opportunità di recarsi a Roma in compagnia del fratello Dino e di entrare in contatto con l’ambiente artistico della capitale. Inizia a partecipare alle diverse Mostre Sindacali ed espone alla Galleria del Milione di Milano, insieme ai friulani Bosisio, Pittino e Taiuti; successivamente Afro si trasferisce a Roma. Dopo l’esperienza della Scuola Romana, la realizzazione di diverse opere di pittura murale ed il temporaneo avvicinamento al Neocubismo, Afro si reca negli Stati Uniti ed inizia la ventennale collaborazione con la Catherine Viviano Gallery.
LE MOSTRE NEL MONDO
Il differente clima culturale ed i molteplici movimenti artistici americani di quell’epoca, rimarranno impressi nella memoria dell’artista e verranno rielaborati in seguito in maniera del tutto personale. Aderisce al gruppo degli Otto, con i quali prende parte alla XXVI Biennale; in occasione dell’edizione successiva, Lionello Venturi gli dedica un saggio critico, dove mette in evidenza l’abilità tecnica, la precisione e la passione per il lavoro, l’eleganza naturale e la poesia dell’artista. Ormai Afro ha raggiunto consensi e fama soprattutto a livello internazionale ottiene il premio come miglior pittore italiano alla Biennale di Venezia. Prende parte, insieme ad Appel, Arp, Calder, Matta, Miro, Moore, Picasso e Tamayo, alla decorazione della nuova sede del palazzo dell’UNESCO a Parigi dipingendo II Giardino della Speranza. Tra le personali di questi anni ricordiamo: Cambridge, al Massachusetts Institute of Tecnology; Parigi, alla Galerie de France e Milano, alla Galleria Blu. Poi, ancora in Europa: alla Galerie im Erker di St. Gallen, alla Räber di Lucerna, alla Günter Franke di Monaco di Baviera la vasta antologica curata da B. Krimmel al Kunsthalle di Darmstadt, alla Nationalgalerie di Berlino, ed in seguito al Palazzo dei Diamanti di Ferrara.




