SVIZZERA – Nel corso del 2025, l’Autorità di vigilanza indipendente sulle attività informative (AVI-AIn) ha intensificato la propria azione di controllo, portando a termine 16 verifiche mirate. L’attività si è concentrata sulla presenza costante presso i servizi monitorati, spaziando dalla lotta all’estremismo violento alla prevenzione dello spionaggio interno. Un punto cardine è stato l’impiego di agenti virtuali e la gestione delle fonti umane, con l’obiettivo dichiarato di generare un valore aggiunto per la sicurezza nazionale. L’AVI-AIn ha sottolineato come la sorveglianza non sia solo un atto ispettivo, ma un processo volto a ottimizzare la conformità operativa dei servizi, garantendo che ogni misura di acquisizione dati avvenga rigorosamente entro i limiti delle autorizzazioni legali previste.
Pubblicato il rapporto annuale dell’Autorità di vigilanza: tra cybersicurezza e cooperazione internazionale, focus sulla gestione dei dati
Il trattamento dei dati rimane la sfida più complessa, con particolare attenzione all’ambito “Ciber” e al sistema IASA-ICC. Sebbene il rapporto evidenzi miglioramenti graduali nella gestione dei flussi informativi, permangono lacune nella documentazione tecnica e nel controllo degli accessi. Parallelamente, il 2025 ha segnato un punto di svolta per la cooperazione: l’AVI-AIn ha promosso un dialogo serrato con le autorità cantonali e ha ospitato una conferenza internazionale con oltre 30 organismi esteri. Questo scambio di esperienze è ritenuto fondamentale per affrontare minacce trasversali. I risultati dettagliati delle singole ispezioni sono ora consultabili online, a conferma di un impegno verso la trasparenza e l’efficacia della vigilanza democratica in Svizzera.









