EUROPA – La Banca Centrale Europea ha completato con successo il Piano per il clima e la natura 2024-2025, segnando un passo decisivo nell’integrazione dei rischi ambientali all’interno delle sue operazioni core. Negli ultimi due anni, l’istituzione ha affinato i modelli di valutazione per comprendere come il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità influenzino le decisioni di politica monetaria e la stabilità dei prezzi. Grazie a questo percorso, la BCE ha potenziato la vigilanza bancaria e la gestione dei propri portafogli, riducendo le emissioni di carbonio legate alle obbligazioni societarie e aggiornando gli indicatori statistici per monitorare meglio la finanza sostenibile. Questi sforzi non solo rafforzano la resilienza del sistema finanziario, ma garantiscono che l’Eurosistema sia pronto a gestire gli impatti economici derivanti dalla transizione ecologica e dai rischi fisici globali.
Consolidata l’integrazione dei rischi ambientali nel sistema bancario europeo
Il lavoro futuro della BCE punta ora a elevare ulteriormente la prontezza analitica e operativa dell’istituzione. Con la conclusione del biennio precedente, l’attenzione si sposta sul perfezionamento degli stress test climatici e sull’analisi di scenario, come l’esercizio Fit-for-55, fondamentale per anticipare le fluttuazioni macroeconomiche. Sul fronte interno, i risultati sono già tangibili: la BCE ha ridotto le proprie emissioni operative del 39% nel 2024 rispetto al 2019, procedendo spedita verso gli obiettivi ambientali del 2030. Resta prioritario il supporto alle banche affinché adottino decisioni vincolanti nella gestione dei rischi naturali, assicurando che l’intero settore creditizio europeo operi in un quadro di trasparenza e sicurezza finanziaria, in linea con il mandato di salvaguardia della stabilità economica dell’area euro.













