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martedì 17 Febbraio 2026
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Biodiversità: gli effetti delle specie invasive travalicano i confini degli ecosistemi dall’Himalaya

Biodiversità: gli effetti delle specie invasive travalicano i confini degli ecosistemi.

LA BIODIVERSITÀ IN SVIZZERA

Le specie invasive impattano sulla biodiversità in un ambito territoriale più vasto rispetto a quanto si ritenesse finora. In uno studio recentemente pubblicato, i ricercatori della Eawag e dell’Università di Zurigo hanno dimostrato che gli effetti delle specie invasive vanno ben oltre gli ecosistemi nei quali si insediano e che di questo sono responsabili in primis tre meccanismi. Questi risultati sono di grande importanza per la gestione degli ecosistemi. Le specie invasive sono diffuse a livello mondiale e hanno un impatto profondo sull’ecosistema in cui si insediano. Esse sono pertanto considerate una delle cinque principali minacce per la biodiversità globale e per gli ecosistemi. Sono stati due ricercatori dell’Istituto per la Ricerca sulle Acque Eawag a dimostrare per la prima volta, con uno studio che è stato recentemente pubblicato sulla rivista specializzata «Nature Ecology & Evolution», che le specie invasive provocano effetti che spesso superano i confini dell’ecosistema in cui si sono insediate.

DALL’HIMALAYA

Le interazioni tra gli ecosistemi sono molto diffuse in natura, per esempio tra boschi e laghi, praterie e fiumi, o tra barriere coralline e abissi marini. Con il loro lavoro i ricercatori hanno dimostrato che le specie invasive influenzano queste interazioni in tre modi diversi. In primo luogo possono modificare la quantità di organismi e materiali che passano oltre i confini degli ecosistemi. In secondo luogo possono modificare la qualità di questi flussi, il che si può ad esempio ripercuotere sull’importanza per gli animali che si cibano di essi. E in terzo luogo le specie invasive possono causare nuovi flussi territoriali tra gli ecosistemi che non esistevano prima della loro diffusione, ad esempio attraverso le sostanze vegetali secondarie che vengono prodotte da piante terrestri invasive e che giungono negli ecosistemi acquatici. Un esempio dalla Svizzera dimostra la capacità delle specie invasive di causare nuovi flussi territoriali tra gli ecosistemi. L’immissione della balsamina ghiandolosa (Impatiens glandulifera) originaria dell’Himalaya ha fatto sì che le sostanze vegetali secondarie prodotte da questa specie vengano dilavate in ecosistemi acquatici limitrofi, compromettendo la crescita e il tasso di riproduzione degli organismi acquatici.

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