MONDO – L’escalation militare in Medio Oriente, innescata dagli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha fatto precipitare la regione nel caos, lasciando oltre 4’000 cittadini svizzeri bloccati a causa della chiusura improvvisa dello spazio aereo. Durante una conferenza stampa tenutasi a Berna, Marianne Jenni, direttrice della Direzione consolare del DFAE, ha confermato che il dipartimento è in stato di massima allerta per monitorare la sicurezza dei connazionali. Sebbene al momento non si registrino feriti tra i cittadini rossocrociati, la situazione logistica appare critica: l’applicazione Travel Admin ha censito circa 3’000 turisti negli Emirati Arabi Uniti, oltre a centinaia di persone distribuite tra Qatar, Oman, Israele e Libano. La helpline federale è stata letteralmente presa d’assalto, ricevendo più di 1’000 richieste di assistenza in sole 48 ore. Il Consigliere federale Ignazio Cassis ha espresso profonda preoccupazione per l’instabilità dell’area, temendo che il conflitto possa degenerare in una crisi prolungata e distruttiva, simile allo scenario iracheno, complicando ulteriormente i piani di evacuazione necessari.
Il DFAE lavora senza sosta per il rimpatrio mentre lo spazio aereo resta blindato
Le operazioni di rimpatrio restano attualmente in una fase di stallo, poiché la sicurezza dei cieli non permette il decollo o l’atterraggio di voli civili. Marianne Jenni ha tuttavia rassicurato che il DFAE è in stretto contatto con Swiss per organizzare corridoi umanitari non appena le condizioni lo consentiranno. Il problema, come sottolineato dal Touring Club Svizzero (TCS), ha assunto dimensioni globali: l’interruzione dei collegamenti non tocca solo il cuore del conflitto, ma ha creato un effetto domino che vede svizzeri bloccati temporaneamente in destinazioni remote come l’Asia e l’Oceania, dall’India alle Filippine, a causa delle rotte intercontinentali deviate. Il Dipartimento degli affari esteri ha esteso le proprie raccomandazioni, sconsigliando caldamente ogni viaggio non urgente verso Bahrein, Giordania e Arabia Saudita. Per chi si trova già sul posto, l’invito è alla massima prudenza e al costante aggiornamento tramite i canali ufficiali. La Svizzera si prepara a una gestione diplomatica complessa, cercando di districare una matassa geopolitica che minaccia di tenere migliaia di turisti lontani da casa per un tempo ancora del tutto indeterminato.














