EUROPA – Il governo di Keir Starmer affronta un momento critico: quella che doveva essere la “fase due” del programma laburista è stata frenata dalla caduta di Angela Rayner. La “Regina Rossa”, simbolo del riscatto working class, è uscita di scena per uno scandalo fiscale, lasciando il Primo Ministro scoperto sul fianco sinistro proprio alla vigilia di una manovra finanziaria improntata a pesanti tagli al welfare. Questa assenza non solo indebolisce il legame con l’elettorato più fragile, attratto dalle sirene populiste di Nigel Farage, ma innesca una pericolosa lotta intestina per la successione, frammentando la coesione del partito in un momento di estrema vulnerabilità politica.
Labour tra scandali e rimpasti
Mentre il fronte interno vacilla sotto la pressione della destra di Reform UK, capace di portare in piazza oltre 100.000 persone con il movimento “Unite the Kingdom”, Starmer cerca riscatto nella politica estera. Se il riconoscimento dello Stato di Palestina e il dialogo con la Casa Bianca di Trump offrono ossigeno diplomatico, il vero nodo resta il reset con l’UE. Tra accordi sulla difesa e mobilità giovanile, Londra deve convincere Bruxelles della propria affidabilità. Tuttavia, l’ombra di un futuro governo non tradizionale nel 2027 rischia di rendere ogni progresso precario, minacciando di riportare indietro le lancette della storia britannica.














