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Com’era Lugano del Rinascimento? Tra Lombardia e Francia

LUGANO – Com’era Lugano del Rinascimento? Tra Lombardia e Francia.

LUGANO DEL RINASCIMENTO

Com’era la Lugano del 1500? Aveva un castello sforzesco, contava 1500 abitanti, e per breve tempo fu sottoposta al dominio del Re di Francia. Il Rinascimento ha trasformato Lugano più volte, segnandone profondamente l’identità culturale e architettonica: da borgo commerciale chiuso tra lago e montagne e punteggiato di conventi, a cittadina fortificata percorsa da soldati lombardi, francesi e confederati. In particolare, tra il XV e il XVI secolo, Lugano ha vissuto un periodo unico nella sua storia: il passaggio di dominazione avvenuto dai milanesi ai francesi e infine agli svizzeri in un breve intervallo di tredici anni. Poco più di un decennio per una transizione che ha unito l’eredità lombarda presente nella tradizione figurativa, filosofica ed economica del territorio ticinese, alla storica prospettiva rivolta al nord delle Alpi. Un passaggio di stato che trova nel castello sforzesco un simbolo efficace: una fortezza quadrangolare con trincea e collegamento al Ceresio, costruita nel 1498 per volere di Ludovico il Moro durante l’ultimo anno di dominazione milanese, sorgeva fuori dalle mura del borgo (che al tempo partiva da piazza San Rocco), nell’area tra l’odierno Parco Ciani, Villa Ciani e il Palazzo dei Congressi.

IL DUCATO DI MILANO

Con la conquista del Ducato di Milano da parte del re di Francia Luigi XII, nell’estate del 1499 il borgo di Lugano diventò francese, e tale rimase fino alla cessione ai XII Cantoni Confederati nel1512. Cinque anni più tardi, il castello venne smantellato per ordine degli stessi confederati per scongiurare potenziali utilizzi contro di loro. Un periodo ricco di cambiamenti che ancora oggi si riflettono nella conformazione della città. Dapprima autonomo nel corso del ‘400, sul finire del secolo divenne oggetto delle guerre franco-asburgiche e da allora fu sottoposto a potentati esterni nel resto della sua esistenza di volta in volta Francia, Spagna e Austria). Nel corso dei secoli anche la sua area variò molto: agli inizi del ‘400, sotto Gian Galeazzo Visconti, toccò la sua massima estensione venendo a comprendere quasi tutta la Lombardia, parti del Piemonte: Novara, Vercelli, Tortona, Alessandria, Asti, Mondovì, del Veneto: Verona, Vicenza, Feltre, Belluno) e dell’Emilia (Parma, Piacenza, Bologna, Reggio Emilia, più un’effimera occupazione di zone del centro Italia. Nel corso del XV secolo Venezia conquistò il Veneto ex visconteo, più Bergamo, Brescia e Crema, perciò alla fine del ‘400 con gli Sforza il ducato si stabilizzò nella metà occidentale dell’attuale Lombardia, con parti del Piemonte e dell’Emilia, oltre al Cantone Ticino oggi in Svizzera. Tra ‘500 e ‘600 il ducato perse Parma e Piacenza, inoltre il Cantone Ticino e la Valtellina (ai cantoni svizzeri e ai Grigioni); agli inizi del ‘700 perse tutta la zona piemontese e lombarda a ovest del Ticino, quest’ultima corrispondente alla Lomellina, che venne annessa allo Stato sabaudo, mentre al contrario nel 1708 annesse il Ducato di Mantova.

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