SINGAPORE – Forti esplosioni hanno scosso Dubai, Manama, Abu Dhabi e Doha per il secondo giorno consecutivo, mentre la tensione nel Golfo sale a livelli mai visti. Secondo i comunicati ufficiali, gli attacchi di rappresaglia iraniani — annunciati come risposta ai raid statunitensi e israeliani — hanno colpito non solo le basi USA, ma anche una serie di obiettivi civili e infrastrutturali nelle principali città del Golfo.
Milioni i residenti e turisti bloccati
A Dubai è stato colpito l’aeroporto internazionale e un edificio sull’isola artificiale di Palm Jumeirah, con fiamme visibili a distanza. A Doha, diverse esplosioni hanno interrotto la quiete della capitale qatariota, mentre testimonianze locali parlano di allarmi continui e strade deserte. Per la prima volta, anche l’Oman è finito nel mirino: il porto strategico di Duqm sarebbe stato preso di mira nell’ondata di attacchi, segnando un allargamento del fronte che preoccupa le cancellerie internazionali. Mentre i governi della regione invitano alla calma, la popolazione vive tra sirene, blackout e cieli solcati da droni e missili. Milioni i residenti e turisti bloccati negli Emirati e nella regione, aeroporti chiusi alzano la preoccupazione.













