EUROPA – L’ultimo report SAFE (Survey on the Access to Finance of Enterprises) del 2 febbraio 2026 delinea un quadro di crescente pressione finanziaria per le aziende dell’area euro. Nel quarto trimestre 2025, si è registrato un netto inasprimento dei tassi di interesse sui prestiti bancari, con una percentuale netta balzata al 12% rispetto al precedente 2%. Questo irrigidimento ha colpito trasversalmente sia le PMI che le grandi imprese, accompagnato da un incremento dei costi accessori (oneri e commissioni) per il 28% del campione. Nonostante le aspettative di inflazione rimangano stabili nel breve termine, le imprese continuano a temere rischi al rialzo nel lungo periodo, mentre l’adozione dell’intelligenza artificiale emerge come un fenomeno diffuso, sebbene ancora utilizzato con intensità moderata.
Tassi in rialzo e gap di finanziamento: i risultati dell’ultima indagine in Europa
Parallelamente all’aumento dei costi, l’indagine evidenzia un fabbisogno di finanziamenti in crescita (3%), a fronte di una disponibilità percepita in lieve calo (-2%). Tale dinamica ha ampliato il gap di finanziamento, salito al 3% netto. Le incertezze sulle prospettive economiche generali restano il principale ostacolo all’accesso al credito (20%), superando l’impatto dei fattori specifici aziendali come fatturato e utili. Sebbene si noti un timido miglioramento nella propensione delle banche a concedere credito, le imprese restano prudenti: per il prossimo trimestre si attende una sostanziale stabilità nella disponibilità di fondi esterni, segnale di un mercato che naviga a vista tra costi elevati e necessità di liquidità.













