MONDO – L’uccisione di Abdul Ghani al-Kikli, leader della milizia SSA, ha riacceso violenti scontri a Tripoli, svelando la fragilità del Governo di Unità Nazionale (GNU) di Dbeibah. La frammentazione delle istituzioni e il radicamento dei gruppi armati nell’economia formale e informale — dal contrabbando di carburante al controllo della Banca Centrale — minacciano il collasso dello Stato. Con la Russia che rafforza la sua presenza militare tramite l’Africa Corps e il generale Haftar, la Libia non è solo un focolaio di crisi migratoria, ma un terreno di scontro geopolitico dove Mosca cerca una leva contro l’Occidente.
Libia: una strategia unitaria per la stabilità del Mediterraneo
L’Unione Europea deve superare gli interessi divergenti dei singoli Stati membri per sostenere con vigore la missione UNSMIL. È essenziale potenziare l’Operazione IRINI per far rispettare l’embargo sulle armi e contrastare l’influenza russa. Oltre alla gestione dei flussi migratori, che non può ridursi ad accordi con milizie colluse, serve una leadership diplomatica che promuova riforme anticorruzione e l’unificazione del bilancio. Solo un’azione UE coordinata può offrire un’alternativa credibile al caos, stabilizzando il Nord Africa e proteggendo i confini meridionali dell’Europa dall’espansionismo autoritario.














