MONDO – Svolta strategica per l’export agroalimentare italiano: il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha ufficializzato il taglio drastico ai dazi antidumping che gravavano su 13 storici marchi della nostra pasta. La decisione finale ribalta completamente lo scenario dello scorso settembre, quando le tariffe provvisorie avevano raggiunto picchi del 91,7%. Nel dettaglio, Garofalo vede scendere la propria aliquota al 7%, mentre per La Molisana il dazio si attesta su un esiguo 2,65%. Per le restanti 11 aziende coinvolte nel procedimento, la tariffa definitiva è fissata al 5,21%, segnando una vittoria fondamentale per la competitività del Made in Italy sulle tavole americane.
Diplomazia e dati: come l’Italia ha vinto il ricorso
Il successo di questa revisione non è casuale, ma il risultato di una sinergia tra settore pubblico e privato. La Farnesina ha sottolineato come il ridimensionamento delle sanzioni sia frutto di un intervento tempestivo del Governo italiano e della Commissione Europea, supportato dal deposito di rigorose memorie difensive. Fondamentale è stata la trasparenza delle aziende italiane, che hanno fornito alle autorità USA la documentazione supplementare necessaria per smentire le accuse di pratiche commerciali sleali. Questo traguardo non solo protegge i margini di profitto dei nostri pastifici, ma consolida la posizione dell’Italia come leader della qualità alimentare globale, scongiurando il rischio di un’esclusione forzata dal mercato statunitense.














