ROMA, Italia – Il Primo Ministro francese François Bayrou ha criticato duramente le politiche fiscali italiane, accusandole di favorire l’immigrazione dei più ricchi attraverso un sistema di “dumping fiscale”. Le sue dichiarazioni mirano a screditare le controproposte del Parti Socialiste, giudicate inefficaci per risanare il bilancio pubblico.
Italia sotto accusa: agevolazioni fiscali per i nuovi residenti
Bayrou punta il dito contro la flat tax italiana da €100.000 annui per i nuovi residenti, con un’aggiunta di €25.000 per ogni familiare (circa 200.000€ annui). Secondo lui, queste misure attirano i contribuenti più facoltosi, danneggiando la concorrenza fiscale tra Stati europei. Le tensioni tra Francia e Italia riaccendono il dibattito sull’armonizzazione fiscale in Europa. Bayrou chiede regole comuni per evitare squilibri e competizione sleale tra Paesi membri.
Difesa italiana: “Non siamo i peggiori, guardate Lussemburgo e Olanda”
La Premier Giorgia Meloni ha ribattuto che altri Paesi europei adottano politiche fiscali ben più aggressive, citando esplicitamente Lussemburgo e Olanda come esempi di sistemi che favoriscono l’elusione fiscale su larga scala. Questi Stati sono da anni sotto osservazione per regimi agevolati rivolti a multinazionali e grandi patrimoni.
La flat tax? Introdotta dai governi di sinistra
Un altro punto interessante: la flat tax per i nuovi residenti non è stata introdotta dal governo Meloni, ma dai governi precedenti di centrosinistra, proprio come quello di Bayrou in Francia. Questo rende l’accusa ancora più controversa, perché arriva da un leader che condivide la stessa matrice politica di chi ha varato la misura in Italia.
Un gioco di specchi europeo
La polemica ha messo in luce le ipocrisie politiche e fiscali all’interno dell’UE, dove ogni Stato cerca di attrarre capitali e voti, spesso a scapito dei partner. L’Italia ha difeso la propria posizione come legittima strategia di attrattività economica, ma comunque non come concorrenza sleale.




