FOCUS – L’esercito dell’Iran rappresenta una delle forze più consistenti del Medio Oriente, con circa 523.000 effettivi attivi. Il nucleo operativo si divide tra i 350.000 soldati dell’esercito regolare e i 150.000 Pasdaran (Guardiani della Rivoluzione), elite militare che controlla anche le milizie volontarie Basiji, capaci di mobilitare centinaia di migliaia di uomini. Nonostante le sanzioni internazionali abbiano limitato l’importazione di armamenti convenzionali moderni, l’Iran ha puntato strategicamente sull’asimmetria bellica, potenziando la flotta navale nello Stretto di Hormuz e sviluppando una vasta rete di alleanze regionali per evitare scontri diretti entro i propri confini.
Analisi dei numeri dell’Iran tra Pasdaran, missili e deterrenza nucleare
Il vero pilastro della difesa iraniana è però l’arsenale missilistico, il più vasto della regione, che include vettori a corto e medio raggio in grado di colpire con precisione obiettivi strategici. A questo si aggiunge la preoccupante evoluzione del programma nucleare: sebbene Teheran ne rivendichi l’uso civile, i progressi nell’arricchimento dell’uranio restano al centro delle tensioni globali. In un contesto di escalation, la combinazione tra droni low-cost, missili balistici e deterrenza tecnologica permette all’Iran di compensare la relativa debolezza dell’aviazione e dei mezzi corazzati, proiettando la sua influenza su tutto il quadrante mediorientale.














