GLI OROLOGI HUBLOT
NYON – La storia di Hublot inizia dal “capriccio” di un ragazzo ambizioso che aveva i mezzi per realizzare i propri sogni. Nasce dalla voglia di rendere più nuovo e più moderno il concetto stesso di orologio e di tempo. Una sfida, un’avventura che ha subito puntato in alto, al mondo del super lusso, a chi sicuramente avrebbe apprezzato degli orologi che sono, in fondo, gioielli. Carlo Crocco è l’erede di una grande famiglia e di un impero fondato sugli orologi, in particolare sui Breil, ma non è soddisfatto. Dopo aver imparato il mestiere, dopo aver aiutato la famiglia a consolidare un nome importante, decide di creare qualcosa di suo. Perché nel 1976 lui ha ben chiaro che tipo di orologi vuol produrre. E vuole farlo da solo.
A FUSIONE
Si allontana così dall’azienda familiare, la Binda di Milano, per creare un marchio tutto suo. Parte per la Svizzera, per andare a “rubare” il mestiere a chi gli orologi di lusso li fa, non li commercia soltanto. Qui, a Ginevra, fonda la Hublot che inizia a progettare orologi “a fusione”, ovvero con la combinazione di materiali diversi, a volte anche impensabili, come ad esempio oro e gomma naturale, per i quali occorrono anni di studio. Il termine Hublot deriva dalla parola francese oblò, con il quale Carlo inizia a produrre i suoi orologi di lusso, puntando forte soprattutto sul target maschile, ma non solo. Il primo modello di orologio Hublot sfonda il mercato. Piace la rivoluzione di questi materiali misti, piace l’altissima tecnologia interna. L’azienda parte subito col piede giusto e si impone. Tra il 1980 e il 2000 diventa un impero che produce ricchezza. Ma Crocco non può seguirla, in quanto impegnato con altri progetti, quindi l’affida all’amico Jean Claude Biver, nel 2004, che la sviluppa fino ad oggi.













