STILE – Rose, crisantemi e margherite non sono più solo omaggi per ricorrenze speciali o decorazioni cerimoniali. Oggi, i fiori recisi sono diventati veri alleati della nostra quotidianitĆ : un numero crescente di consumatori sceglie di acquistare bouquet per la propria casa come gesto di self-care. Questa tendenza ĆØ supportata dalla scienza: un recente studio condotto su oltre 8.500 acquirenti ha confermato che la presenza di fiori freschi negli ambienti domestici migliora l’umore, riduce i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e aumenta il benessere generale. Che si tratti di un acquisto impulsivo dal fiorista sotto casa o di un abbonamento periodico, il contatto visivo e olfattivo con la natura agisce come un potente antistress naturale, capace di trasformare l’atmosfera di una stanza e rigenerare la mente dopo una giornata di lavoro.
Il lato oscuro del mercato: l’impatto dei pesticidi e la scelta consapevole
Nonostante i benefici psicologici, il mercato globale dei fiori recisi nasconde criticitĆ ambientali e sanitarie spesso ignorate. Molte delle varietĆ che troviamo in commercio provengono da coltivazioni intensive extra-europee, dove l’uso di pesticidi e prodotti chimici ĆØ meno regolamentato rispetto al settore alimentare. Questi residui tossici possono rappresentare un rischio non solo per l’ecosistema e per i lavoratori del settore, ma anche per la qualitĆ dell’aria all’interno delle nostre abitazioni. L’analisi del settore evidenzia diversi profili di consumatori, dai “tradizionalisti” di San Valentino ai “decoratori seriali”; per tutti, la sfida del futuro ĆØ la sostenibilitĆ . Scegliere fiori di stagione, preferire la filiera corta o cercare certificazioni bio permette di godere del potere rilassante della natura senza scendere a compromessi con la salute del pianeta.













