SVIZZERA – L’adozione della sorveglianza elettronica in Svizzera come alternativa alla detenzione carceraria sta dimostrando la sua efficacia e versatilità. Dal 1° gennaio 2018, il braccialetto elettronico può essere utilizzato per scontare pene detentive non sospese, a patto che non sussistano rischi di fuga o di recidiva. Questa misura, valutata in un rapporto del 20 agosto 2025 dal Consiglio federale, è stata giudicata positivamente, offrendo notevoli vantaggi. La sorveglianza elettronica non solo aiuta a decongestionare le strutture carcerarie sovraccariche, ma facilita anche il reinserimento sociale dei condannati, permettendo loro di mantenere i legami con la famiglia e il lavoro durante l’esecuzione della pena. Le esperienze maturate nei primi cinque anni hanno mostrato un aumento dell’utilizzo di questo strumento, soprattutto nei Cantoni urbani e in quelli che avevano partecipato alla fase pilota. Nonostante le differenze nell’applicazione tra i Cantoni, l’efficacia del programma è stata confermata.
I braccialetti elettronici
Il rapporto del Consiglio federale evidenzia il successo della sorveglianza elettronica come strumento per un’esecuzione della pena più moderna e orientata al reinserimento. Il braccialetto elettronico si è rivelato un’alternativa valida, promuovendo una maggiore stabilità sociale per i condannati. Un dato interessante emerso dal rapporto è l’assenza di differenze significative nella pratica esecutiva a livello nazionale, nonostante le variazioni nell’adozione tra i Cantoni. L’analisi ha anche considerato la possibilità di estendere la durata minima e massima di utilizzo del braccialetto elettronico, ma la maggioranza dei Cantoni e il Consiglio federale ritengono che la normativa attuale, alla luce della giurisprudenza del Tribunale federale, sia già adeguata. Il rapporto non ha, invece, affrontato l’uso del braccialetto elettronico per la prevenzione della violenza domestica e sessuale, un tema che è oggetto di progetti pilota cantonali.













