EUROPA – Il Consiglio dell’Unione Europea ha ufficialmente potenziato il mandato delle missioni navali Aspides e Atalanta, introducendo compiti cruciali per la salvaguardia degli approvvigionamenti globali. La novità principale riguarda il monitoraggio delle infrastrutture sottomarine critiche: le unità navali non si limiteranno più alla sola scorta dei cargo contro le minacce Houthi, ma raccoglieranno dati su attività sospette attorno ai cavi e alle condotte nei fondali marini. Questo cambio di rotta risponde alla crescente instabilità in Medio Oriente e al blocco dello Stretto di Hormuz, rendendo il transito attraverso il Canale di Suez e il Mar Rosso l’unica alternativa vitale per l’economia europea e la stabilità dei flussi energetici.
UE, missioni Aspides e Atalanta: focus su “sicurezza e infrastrutture sottomarine”
Oltre alla protezione fisica dei convogli, Aspides avvierà una cooperazione strategica con la guardia costiera yemenita e programmi di formazione per le forze marittime di Gibuti. L’obiettivo è creare una rete di sicurezza integrata nell’area dell’Indo-Pacifico per prevenire interruzioni totali della catena logistica. In un contesto geopolitico segnato dal conflitto tra USA, Israele e Iran, la difesa delle rotte marittime diventa sinonimo di sovranità economica. Il rafforzamento delle missioni UE sottolinea la volontà di Bruxelles di assumere un ruolo proattivo non solo nella difesa di superficie, ma anche nella tutela di quegli asset subacquei invisibili quanto essenziali per la connettività globale.

















