SVIZZERA – La Svizzera sta assistendo a una trasformazione radicale nelle abitudini di pagamento che potrebbe segnare la fine dell’era dei bancomat tradizionali. Come le cabine telefoniche che un tempo caratterizzavano il paesaggio urbano elvetico, anche gli sportelli automatici per il prelievo di contante potrebbero presto diventare un ricordo del passato. La pandemia di COVID-19 ha accelerato drasticamente il passaggio verso i pagamenti digitali, spingendo molti svizzeri ad abbandonare il contante in favore delle soluzioni “cashless”. Questo cambiamento comportamentale si riflette nei numeri: il parco bancomat svizzero si è ridotto da oltre 7.000 unitĂ a poco piĂą di 6.000, nonostante la crescita demografica del paese.
La rivoluzione digitale trasforma i pagamenti svizzeri
Il calo dell’utilizzo dei bancomat sta creando problemi di sostenibilitĂ economica per gli istituti finanziari svizzeri. Postfinance, ad esempio, ha registrato una diminuzione del 10% nelle transazioni presso i suoi Postomat nella prima metĂ del 2025 rispetto all’anno precedente. Parallelamente, sono emersi modelli alternativi per l’accesso al contante, come il prelievo direttamente alla cassa di negozi e chioschi, che offrono maggiore comoditĂ ai consumatori. Inoltre, i bancomat rappresentano un rischio crescente per la sicurezza, con numerosi attacchi condotti mediante esplosivi che hanno colpito la Svizzera negli ultimi anni. La combinazione di costi di mantenimento elevati, utilizzo in calo e problematiche di sicurezza sta spingendo il settore bancario svizzero a ripensare il futuro di questi dispositivi, che potrebbero seguire il destino delle cabine telefoniche e scomparire gradualmente dal panorama urbano della Confederazione.

















