FISCO – Circa 11.000 cittadini svizzeri, molti dei quali pensionati, hanno scelto la Thailandia per godere di un costo della vita inferiore e di spiagge da sogno in località come Pattaya e Phuket. Tuttavia, l’idillio rischia di incrinarsi a causa di una svolta fiscale significativa. L’Amministrazione federale delle contribuzioni ha recentemente esteso a 110 Stati, includendo ora anche la Thailandia, lo scambio automatico di informazioni sui conti finanziari. Questo standard globale, volto a combattere l’evasione fiscale, permette a Berna e Bangkok di condividere dati sui conti. L’impatto maggiore si avrà su coloro che, pur risiedendo in Thailandia, non hanno formalmente spostato il proprio domicilio fiscale dalla Confederazione. Per questi individui, le informazioni sui conti bancari thailandesi verranno trasmesse alle autorità svizzere, esponendoli al rischio di multe pesanti e richiami di pagamento in caso di irregolarità nella dichiarazione dei redditi.
Svizzera e Thailandia contro l’evasione
La misura colpisce direttamente solo i residenti fiscali in Svizzera, indipendentemente dalla nazionalità. Chi ha trasferito correttamente il proprio domicilio in Thailandia non sarà più tassabile in Svizzera. Al contrario, se queste persone mantenessero conti nella Confederazione, la Svizzera sarà tenuta a trasmettere i loro dati a Bangkok. Lo scambio riguarda dettagli fondamentali come nome, indirizzo, saldo del conto e redditi da capitale. L’obiettivo è chiaro: garantire che i contribuenti dichiarino correttamente i beni detenuti all’estero. L’AFC ha già scambiato informazioni relative a milioni di conti, e l’inclusione della Thailandia intensifica i controlli. Il messaggio per la diaspora svizzera in Asia è inequivocabile: l’epoca dei paradisi amari con esenzioni non dichiarate sta volgendo al termine, rendendo indispensabile la massima trasparenza fiscale.




