ITA PASSA A LUFTHANSA
BRUXELLES (BELGIO) – La Commissione Europea ha annunciato l’approvazione dell’accordo per la vendita della compagnia aerea italiana ITA Airways a Lufthansa, la più grande compagnia aerea della Germania e tra le più grandi al mondo. L’operazione era stata già annunciata alla fine di maggio dello scorso anno, ma per finalizzare l’accordo concluso tra il governo italiano e Lufthansa era necessario che la Commissione certificasse il rispetto delle norme europee sulla concorrenza: l’approvazione pone comunque alcune condizioni, cioè la cessione di alcune rotte ad altre aziende per mantenere la concorrenza nelle rotte a breve e lungo raggio. L’operazione dà così avvio all’atteso processo di vendita di ITA Airways da parte dello Stato, che la possiede al 100 per cento tramite il ministero dell’Economia: la società era nata proprio con questo fine nel 2021 dalla graduale dismissione di Alitalia la precedente compagnia aerea di bandiera, in perenne stato di crisi da cui aveva comprato aerei, licenze e permessi, e di cui aveva assunto circa la metà dei 7 mila dipendenti. Da allora i governi che si sono succeduti hanno cercato un acquirente che la comprasse, fino a che lo scorso anno quello di Giorgia Meloni ha trovato un accordo con Lufthansa.
UN AFFARE DA 829 MILIONI DI EURO
L’operazione prevede che Lufthansa acquisti il 41 per cento di ITA Airways attraverso un primo aumento di capitale da 325 milioni di euro. Ci saranno poi ulteriori aumenti di capitale negli anni successivi, fino ad arrivare alla completa cessione: avverrà con due passaggi, prima al 90 e poi al 100 per cento entro il 2033 con un investimento complessivo per Lufthansa di 829 milioni di euro. L’intesa prevede sacrifici da parte delle due compagnie per rispondere alle preoccupazioni Antitrust sui tre fronti considerati critici: una quota di mercato troppo ampia a Milano-Linate, una situazione di monopolio su alcune rotte di corto raggio tra Italia e Germania, Austria, Svizzera e Belgio, e la riduzione della concorrenza nei lunghi collegamenti tra Fiumicino e il Nord America. Tutte minacce, nella visione dell’Ue, alla qualità dei servizi offerta ai cittadini e soprattutto alla stabilità dei prezzi che rischierebbero di diventare insostenibili.




