LO SBIECO DI MADELEINE VIONNET
FRANCIA – Madeleine Vionnet è stata una stilista francese, creatrice di una delle più prestigiose maison di alta moda dell’intera Francia (la Maison Vionnet), che la pone tra i precursori della rivoluzione della moda del XX secolo, attraverso il processo di liberazione della donna dai paludamenti ottocenteschi dei corpetti e dei gonnelloni fissati con stecche di balena. A Parigi lasciò la scuola a soli dieci anni ed entrò in una maison de couture. Sposatasi a diciotto anni, si trasferì in Inghilterra a lavorare per Kate Reilly che fabbricava abiti per la corte inglese. Tornata a Parigi entrò in contatto con Madame Gerber, una delle tre sorelle a cui faceva capo la maison Callot Soeurs, all’epoca tra le più importanti della Francia. Acquisita esperienza, fondò nel 1912 una propria casa di moda che venne incontro alle esigenze di abbigliamento d’alta moda della nobiltà europea e dell’alta borghesia, oltre che dei latifondisti sudamericani. La sua abitazione, nella quale si ospitava anche la sua manifattura, fu in seguito adibita a museo della moda.
LA SUA MODA
Il contributo più importante di Madeleine Vionnet alla moda è dato dall’uso innovativo del taglio in sbieco, ossia in diagonale a 45° rispetto al verso della trama e dell’ordito, per il quale la stilista adoperò un sistema per tutelare il proprio diritto d’autore. Questa tecnica modellistica rivoluzionerà il modo di vedere il corpo femminile che nei primi decenni del ‘900 si era già modificato con l’abbandono del busto e l’usanza di fare sport già da giovanissime. La tecnica del taglio in sbieco è usatissima ancora oggi, permette di creare abiti dalle linee aderenti, sfruttando il suo potenziale elastico e quindi di esaltare le forme femminili. I famosi abiti a sirena dalle linee fluide che abbiamo visto indossati dalle dive di Hollywood degli anni ’30 e ’40 sono sicuramente un esempio tangibile del contributo di Vionnet alla moda. Tutt’oggi molti creatori di moda si ispirano alle creazioni Vionnet, ma la sua tecnica elaborata è quasi impossibile da riprodurre in quanto Madeleine Vionnet sperimentava e costruiva i suoi abiti su di un manichino di circa metà delle dimensioni effettive, per poi riprodurre il risultato nelle misure reali di una mannequin.













