FOCUS – Il Re di Thailandia è il capo di Stato e la massima figura simbolica del Paese, un tempo conosciuto come Siam. Dal 1782, la Dinastia Chakri è alla guida della nazione, mantenendo un ruolo centrale nella sua identità. L’attuale sovrano, asceso al trono il 13 ottobre 2016, è Vajiralongkorn, noto con il nome regale di Rama X, succeduto al padre, Rama IX. Nonostante il Grande Palazzo Reale a Bangkok sia la residenza ufficiale, l’attuale Re ha mantenuto la sua dimora principale nella Villa Amphorn Satharn, all’interno del Palazzo Dusit. Fino alla Rivoluzione Siamese del 1932, il regno era retto da una monarchia assoluta con pieni poteri. A seguito di questi eventi storici, la Thailandia è passata a una monarchia costituzionale, dove il sovrano simboleggia l’unità nazionale, pur mantenendo doveri istituzionali cruciali.
Ruolo costituzionale del Re di Thailandia
Nella monarchia costituzionale thailandese, il Re esercita poteri limitati ma significativi, agendo come figura super partes e difensore della fede. Egli è il capo delle Forze Armate Reali e il Difensore della fede Buddista – la religione di Stato. Sebbene i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario siano esercitati rispettivamente dal Consiglio dei Ministri, dal Parlamento e dal Consiglio dei Magistrati, il sovrano conserva il potere di approvare e promulgare le leggi, oltre a quello di concedere l’indulto. È fondamentale sottolineare che la figura del Re è circondata da profonda riverenza: ogni Costituzione thailandese recita che il sovrano “deve essere oggetto di riverente adorazione e non potrà essere oltraggiato”, rendendo il reato di lesa maestà particolarmente grave e severamente punito. Il Re è assistito nel suo lavoro da enti chiave come l’Agenzia della Casa Reale e il Consiglio privato, i cui membri sono di sua esclusiva nomina.













