AZIENDA – L’economia svizzera, pur mostrando una resilienza notevole, non è immune alle turbolenze globali. Uno studio recente condotto dall’Università di Scienze Applicate e Arti di Lucerna e dall’Università di Scienze Applicate di Kiel evidenzia come le crisi permanenti, caratterizzate da eventi come la pandemia di COVID-19, le guerre in Europa e Medio Oriente, l’instabilità politica, la crisi energetica e l’inflazione, stiano mettendo a dura prova le aziende svizzere. Nonostante un periodo di relativa stabilità post-pandemica, i principali indicatori di rischio segnalano l’avvicinarsi di una fase di crisi prolungata. La Svizzera, pur vantando un numero di aziende resilienti superiore a Germania e Austria, sta gradualmente risentendo degli effetti di queste crisi.
Le crisi internazionali e le aziende svizzere
La capacità delle aziende svizzere di mantenere una performance positiva è attribuibile a una combinazione di fattori, tra cui una gestione efficace del rischio e una politica economica solida. Tuttavia, le continue tensioni geopolitiche, in particolare la guerra in Ucraina, e l’aumento significativo dei prezzi di energia, generi alimentari e inflazione, stanno erodendo questa resilienza. Lo studio sottolinea le differenze significative tra i paesi analizzati. La Svizzera, grazie alla sua struttura economica diversificata e alla stabilità politica, si trova in una posizione relativamente favorevole. Tuttavia, la globalizzazione e l’interconnessione dei mercati rendono impossibile isolarsi completamente dagli shock esterni. Le aziende svizzere, pertanto, devono prepararsi ad affrontare un futuro di incertezza e volatilità. Ciò richiede una maggiore attenzione alla gestione del rischio, all’innovazione e alla diversificazione dei mercati. Inoltre, è fondamentale che il governo continui a sostenere l’economia attraverso politiche economiche prudenti e investimenti in infrastrutture e istruzione.









