LA CREATIVITÀ DI PAULA SCHER
GRAFICA – Paula Scher è un’illustratrice, pittrice, insegnante e grafica statunitense. Laureata presso la Tyler School of Art di Philadelphia nel 1970, Scher fonda nel 1984 uno studio di design, disegna pubblicità e copertine discografiche per CBS e Atlantic, per poi unirsi a Pentagram nel 1991, diventandone la prima direttrice donna. Nel corso della sua carriera le sono stati conferiti oltre 300 premi. I suoi lavori sono in mostra al MoMA di New York, Museum für Gestaltung di Zurigo e presso il Library of Congress di Washington D.C. S’interessa alla cartografia in giovane età, in particolare quando suo padre le mostra alcune cartine aeree delle Montagne Rocciose; da allora Paula inizia a vedere quelle mappe come dei veri e propri capolavori, da cui trarrà forte ispirazione. Paula disegna la sua prima mappa riproducendo a memoria la cartina degli Stati Uniti, tanto da dimenticarsi alcuni stati. Comincia così a dipingere altre mappe, alcune delle quali raffigurano il mondo intero, altre ancora riportano i nomi delle città in punti consapevolmente errati.
I DIPINTI
Questi dipinti nascono quindi con un intento ludico, che vuole separare la mente dell’artista da quel mondo che non le permette di esprimere a pieno la sua creatività. Paula comincia ad esporre le proprie tele al Maya Stendhal di New York e, vedendo che queste venivano apprezzate e acquistate così rapidamente, le viene chiesto di produrne altre per una nuova mostra. Nonostante il ritmo di produzione più incalzante, la creazione delle mappe rimane per Scher un momento di evasione dai lavori che le vengono commissionati; il suo progetto personale dedicato alle mappe è quindi ancora vivamente attivo. Il suo lavoro di graphic designer è caratterizzato dall’uso non convenzionale dei caratteri tipografici, che li vede non solo come strumenti di scrittura ma, prima di tutto, come immagini e forme espressive: ciò si evince, ad esempio, dall’elaborazione di una nuova identità visiva per il Public Theatre di New York nel 1994 e dalla serie di manifesti per la rassegna Noise Funk; nel primo caso, utilizza lettere di diversi spessori e dimensioni, che rimandano alla varietà di attività proposte dal teatro.

















