LE ORIGINI DEL DADAISMO: ARTE IN TEMPO DI GUERRA
ARTE – L’origine del Dadaismo risale al periodo dell’assassinio a Sarajevo che scatenò una serie di eventi che portarono, un mese dopo, alla dichiarazione di guerra dell’Impero austro-ungarico. Questo atto segnò l’inizio della Prima Guerra Mondiale che si concluse nel 1918 con l’armistizio imposto dagli Alleati all’Impero tedesco. Nonostante la sua neutralità dichiarata il 3 agosto 1914, la Svizzera risentì degli effetti del conflitto. La Confederazione era divisa internamente tra simpatizzanti della Francia e sostenitori dell’Impero germanico, riflettendo la complessità culturale. Il Dadaismo nacque a Zurigo nel 1916, frutto della collaborazione di giovani artisti europei rifugiati dalla guerra. Tra i fondatori figurano il poeta rumeno Tristan Tzara, il pittore Marcel Janco, lo scrittore tedesco Hugo Ball, il poeta Richard Hülsenbeck.
ANTICONFORMISMO E RIVOLUZIONE
Il movimento prese forma nel celebre Cabaret Voltaire, fondatore da Ball, che divenne il centro di un’arte anticonformista e rivoluzionaria. Non volendosi cristallizzare su un’unica forma espressiva, è difficile dare una definizione del Dadaismo. In generale, la corrente è considerata antiborghese e anarchica, l’arte dada insensata, folle e selvaggia. I dadaisti cercano un’arte che guarisca e liberi gli uomini dalla follia del tempo. Sperimentano con diversi stili e strumenti, protestando con nonsense, umorismo e ironia contro la disumanità e l’atrocità della guerra. Quando Hugo Ball recita per la prima volta “versi senza parole”, vale a dire le cosiddette poesie sonore, il Dadaismo assume un’aria mistica, religiosa. Si tratta dei primi artisti performativi, oltre alle poesie sonore inventano le poesie simultanee e sono i precursori del Surrealismo e del poetry slam. Anche il collage si diffonde per mano dei dadaisti.














