EUROPA – La Commissione Europea sta mettendo in atto una cruciale operazione di semplificazione normativa nel settore digitale, toccando in particolare l’AI Act, l’unica legge al mondo sull’intelligenza artificiale. A poco più di un anno dalla sua entrata in vigore, l’obiettivo è chiaro: liberare le imprese da oneri amministrativi superflui, permettendo loro di concentrarsi su innovazione ed espansione. Bruxelles stima che questo riordino normativo porterà a un risparmio complessivo di almeno 5 miliardi di euro all’anno per le aziende entro il 2029. Le modifiche all’AI Act sono mirate e di grande portata, proposte “con l’obiettivo di creare un ambiente imprenditoriale più favorevole per le aziende europee,” come sottolineato dal commissario. Questa mossa strategica è essenziale per aumentare la produttività dell’UE e colmare il divario di innovazione nel panorama globale del digitale.
Misure mirate: più flessibilità per PMI
Per concretizzare questi risparmi, che si aggiungono ai potenziali 150 miliardi derivanti dalla diffusione del portafoglio digitale, la Commissione propone modifiche chiave all’AI Act. L’attenzione è rivolta soprattutto alle PMI e alle piccole imprese a media capitalizzazione (PMI), estendendo loro semplificazioni come requisiti ridotti per la documentazione tecnica. Questa misura specifica è proiettata per generare un risparmio di almeno 225 milioni di euro all’anno. Inoltre, si mira ad ampliare le misure di conformità per favorire l’uso di sandbox normativi e la possibilità di effettuare più test in situazioni reali, cruciale in settori come l’automotive. Infine, la proposta intende rafforzare i poteri dell’Ufficio per l’Intelligenza Artificiale, centralizzando la supervisione sui modelli di IA generici per ridurre la frammentazione della governance. L’obiettivo è una “riduzione della burocrazia” per il bene dell’innovazione europea.













