ROMA – Un funerale improntato alla sobrietà e alla spiritualità, più che alla solennità formale: sono le disposizioni lasciate da Papa Francesco, prima della sua scomparsa, avvenuta il lunedì 21 aprile 2025. In linea con il suo desiderio di un addio “con dignità, ma come ogni cristiano”, il Pontefice aveva introdotto una significativa riforma del rito funebre papale nel novembre 2024, attraverso la seconda edizione dell’”Ordo Exsequiarum Romani Pontificis“. Francesco ha espresso chiaramente la volontà di un funerale essenziale, lontano dalle liturgie complesse del passato. Tra i cambiamenti più significativi, la rinuncia all’esposizione del corpo su un catafalco e l’adozione di una sola bara in legno, con una semplice cassa di zinco interna, superando la tradizione delle tre bare sovrapposte. La salma, inoltre, è stata posta nella bara immediatamente dopo l’accertamento della morte, avvenuto nella cappella privata, ed è esposta alla venerazione dei fedeli già all’interno della bara aperta. Il corpo del Papa è stato sottoposto a un trattamento di tanatoprassi per preservarne le spoglie.
L’ultimo addio a Papa Francesco: esequie sobrie e spirituali, come un cristiano qualunque
Il rito funebre manterrà la struttura delle tre stazioni, ma con un’impostazione più snella. La prima stazione, nella casa del defunto, ha visto la constatazione ufficiale della morte, la vestizione e la sistemazione nella bara. La traslazione al Palazzo Apostolico è stata evitata, con il trasferimento diretto della bara alla Basilica di San Pietro. La salma di Francesco è esposta in San Pietro per tre giorni per l’ultimo saluto dei fedeli. La seconda stazione, il cuore delle celebrazioni, si svolgerà sul sagrato della Basilica di San Pietro, dove il decano del Collegio Cardinalizio, il cardinale Giovan Battista Re, celebrerà la messa esequiale in presenza di capi di Stato e delegazioni internazionali. Dopo la messa, la bara sarà sigillata. La terza e ultima stazione prevede il trasferimento della bara al luogo di tumulazione. Contrariamente alla tradizione, Papa Francesco ha scelto di essere sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore, sua meta frequente di preghiera davanti all’icona della “Salus Populi Romani“.
L’attesa del conclave
Seguendo la consuetudine, ai funerali farà seguito il novendiale, nove giorni di celebrazioni in Vaticano. Successivamente, il Collegio dei Cardinali si riunirà in Conclave per eleggere il successore di Francesco, non prima di quindici giorni e non oltre venti dall’inizio della sede vacante. La riforma voluta da Papa Francesco per le sue esequie rispecchia pienamente il suo pontificato: un ministero improntato alla semplicità, alla vicinanza e a una fede radicata nel Risorto. La scelta di Santa Maria Maggiore come luogo di sepoltura sigilla ulteriormente questo desiderio di un addio umile e profondamente spirituale (foto Vatican News).



