MERCATI – La prospettiva di una tregua tra Stati Uniti e Iran sta ridisegnando rapidamente la mappa dei rischi sui mercati globali. L’apertura di Teheran al transito delle navi “non ostili” attraverso lo Stretto di Hormuz — arteria vitale per il 20% del greggio mondiale — ha innescato una reazione a catena sui titoli di Stato. Gli investitori, intravedendo la fine del blocco energetico, stanno abbandonando le posizioni difensive, provocando un forte calo dei rendimenti dei Treasury USA e dei Bund europei. La distensione diplomatica non solo allenta la pressione sui prezzi del petrolio, ma riduce drasticamente il premio al rischio geopolitico che aveva caratterizzato l’ultimo mese di scambi.
Economia mondiale: verso la riapertura delle rotte strategiche?
L’accordo in discussione, basato su un piano in 15 punti proposto da Washington, rappresenterebbe una svolta per l’economia mondiale e la stabilità delle catene di approvvigionamento. Sebbene l’Iran mantenga una distinzione netta sulle imbarcazioni autorizzate, escludendo i mezzi legati ad azioni “aggressive”, il coordinamento richiesto per il passaggio sicuro segnalerebbe una volontà di de-escalation che i mercati finanziari attendevano con ansia. La riapertura controllata dello stretto prometterebbe di normalizzare i flussi commerciali, offrendo ossigeno alle banche centrali nella lotta contro l’inflazione energetica e stabilizzando il sentiment degli investitori sulle piazze azionarie internazionali.














